Nel panorama dello sviluppo frontend del 2026, i bundler JavaScript come Vite, Webpack 5, esbuild e Turbopack si contendono il primato di velocità e efficienza. Webpack resta il veterano affidabile, con un ecosistema vasto e configurazioni potenti, ma soffre di tempi di avvio lenti e rebuild laboriosi su progetti complessi.
Vite emerge come re della velocità in sviluppo, grazie all’uso di esbuild in Go per il pre-bundling e moduli ESM nativi, offrendo server di sviluppo istantanei e Hot Module Replacement (HMR) quasi immediato. Ideale per applicazioni React, Vue o Svelte di medie dimensioni, passa a Rollup per build di produzione ottimizzate e bundle più leggeri.
Turbopack, sviluppato dal team di Vercel in Rust, si propone come erede di Webpack: fino a 700 volte più veloce negli avvii a freddo e 10 volte in HMR su grandi app, con computazione incrementale che ricompila solo le parti modificate. Già default in Next.js 14, promette scalabilità estrema per progetti enterprise.
I benchmark confermano: Vite domina gli startup sotto il secondo, Turbopack eccelle negli aggiornamenti rapidi (8-30 ms), mentre Webpack arranca sui 5-10 secondi. Esbuild spicca per la compilazione fulminea, ma Vite lo integra per un’esperienza completa.
Scegli in base al progetto: Webpack per legacy complessi, Vite per produttività quotidiana, Turbopack per il futuro scalabile.