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Cloudflare in Tilt: La Dipendenza dal Gigante del Web Sotto Accusa

Giovanni1993
| 2/20/2026

Un grave down di Cloudflare ha paralizzato mezzo Internet, colpendo giganti come X, OpenAI e Spotify con errori 500 e pagine inaccessibili per ore. L’incidente, scattato il 18 novembre 2025, ha rivelato la vulnerabilità di un’infrastruttura che gestisce oltre il 20% del traffico globale come CDN, proxy e scudo anti-DDoS.

Il CEO Matthew Prince ha chiarito che non si è trattato di un cyberattacco, ma di un errore interno: una modifica ai permessi di un database ha gonfiato un file di configurazione per il sistema anti-bot, duplicando le righe e superando i limiti software. Questo ha propagato il guasto su tutta la rete, bloccando il routing del traffico e causando disagi diffusi, inclusi dashboard e API dell’azienda stessa.

Esperti come Brent Ellis di Forrester parlano di rischio di concentrazione, con perdite stimate tra 250 e 300 milioni di dollari per downtime diretto e indiretto su piattaforme e-commerce come Shopify. Cloudflare reagisce rafforzando i controlli sui file di configurazione, introducendo kill switch globali e rivisitando i moduli proxy per prevenire recidive.

L’episodio sottolinea la fragilità di Internet, dove un singolo punto di fallimento può fermare migliaia di siti: aziende e utenti spingono per diversificare le dipendenze da questi ‘portieri’ essenziali, ma la centralizzazione resta una sfida aperta.

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