I custom hook in React rappresentano uno strumento potente per riutilizzare logica tra componenti, ma un uso improprio può trasformarli in un problema per le prestazioni dell’app.
I custom hook permettono di estrarre codice riutilizzabile, separando la logica di business dall’interfaccia utente e semplificando i componenti funzionali. Offrono componibilità, integrando altri hook come useState o useEffect, e riducono la dipendenza da pattern complessi come HOC o render props. Esempi pratici includono hook per contatori, debounce di input o gestione di sottoscrizioni, che rendono il codice più pulito e manutenibile.
Tuttavia, diventano un rischio quando generano re-render inutili: ogni modifica di stato all’interno di un hook scatena un re-render del componente host, propagandosi in catene di hook e causando cali di performance in applicazioni complesse. Per evitarlo, è essenziale limitare lo stato indipendente nei hook, spostarlo in componenti più piccoli e non astrarre prematuramente logica semplice.
In sintesi, i custom hook brillano nella riutilizzabilità e modularità, ma richiedono attenzione per non compromettere l’efficienza, specialmente in contesti ad alte prestazioni.