Helsinki, Finlandia – Linus Torvalds, nato il 28 dicembre 1969, trasforma un semplice hobby informatico in una rivoluzione globale del software libero. Studente all’Università di Helsinki, dove si laurea in scienze della computazione, Linus scopre la passione per la programmazione da adolescente grazie a un Commodore VIC-20 regalatogli dal nonno.
Nel 1991, frustrato dalle limitazioni di Minix e dal costo proibitivo di Unix, il giovane finlandese decide di creare un kernel personale per processori Intel 386. Scritto principalmente in linguaggio C, il progetto nasce come esperimento privato ma esplode grazie a un messaggio postato su Usenet: annuncia un sistema operativo gratuito, simile a Unix, destinato a cloni PC. Quel post dà il via a Linux, battezzato inizialmente Freax e poi rinominato dal suo creatore.
Da lì, la storia accelera. Il kernel Linux adotta la GPL nel 1992, diventando il cuore di distribuzioni come Debian e Android, che dominano server, smartphone e supercomputer. Miliardi di dispositivi oggi girano su questo ecosistema open source, powering giganti tech come Google e Microsoft.
Non contento, nel 2005 Linus rivoluziona lo sviluppo software con Git, un sistema di controllo versioni distribuito, nato per sostituire BitKeeper nel kernel Linux. Git diventa standard universale, base di piattaforme come GitHub e GitLab, facilitando la collaborazione su milioni di progetti.
Torvalds, noto per il suo stile diretto e pragmatico – a volte controverso, come le email “flame” del 2018 che lo portarono a una pausa di riflessione – resta il maintainer principale del kernel, pur scrivendo solo il 2% del codice attuale. Oggi vive negli USA, lavorando per Linux Foundation, simbolo di un movimento che ha democratizzato l’informatica.
Linux e Git: parole chiavi di un’eredità che continua a plasmare il futuro digitale.