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Microservizi Illusori: Il Database è il Vero Collo di Bottiglia

Giovanni1993
| 2/4/2026

I microservizi promettono scalabilità infinita, ma spesso falliscono perché le aziende ignorano il sovraccarico sul database condiviso, trasformando l’architettura distribuita in un incubo operativo.

Molti team adottano i microservizi convinti di ottenere indipendenza e flessibilità, scomponendo le applicazioni monolitiche in servizi autonomi. Tuttavia, il problema emerge quando tutti questi servizi puntano allo stesso database centrale: query complesse, join multi-tabella e transazioni distribuite creano colli di bottiglia che bloccano le performance.

Invece di veri microservizi agili, si finisce con un’accoppiamento stretto tra servizi, reso evidente dalla dipendenza da schemi dati condivisi. Questo viola il principio di sovranità dei dati, essenziale per l’evoluzione indipendente: ogni servizio dovrebbe possedere il proprio archivio, possibilmente poliglotto, con database SQL o NoSQL ottimizzati per casi specifici.

Le sfide includono la gestione della coerenza finale al posto delle transazioni ACID tradizionali, ridondanza dati e complessità nel coordinamento. Esperti sottolineano che condividere schemi o tabelle porta a modifiche coordinate forzate, rallentando i rilasci e aumentando i costi di manutenzione.

Per una vera scalabilità, serve ripensare i confini dei servizi, adottare persistenza distribuita e monitorare il database come fulcro critico, evitando l’illusione di modularità che maschera inefficienze profonde.